Inaugurare uno spazio come questo, che probabilmente resterà vuoto ancora per un po' di tempo, è una scelta che mi accorgo di fare senza averci pensato troppo (nessuno ne dubiterà...), e probabilmente soprattutto perchè in un impeto di originalità, lo sento come un regalo da farmi nel primo giorno del 2008.
Cosa ci sarà, è presto per dirlo, e lo scoprirò io stesso lungo la strada, selezionando le fin troppe idee che avranno bisogno di essere sistemate, con un movimento che spesso mi ricorda quello del pensiero e delle mani: quando si trasforma in scrittura, il pensiero attraversa le mani e ne viene organizzato ed ordinato, fino a trovare una rappresentazione che lui stesso riconosce come adeguata.
Più che di "riempire" degli spazi, però, l'immagine che mi appare è quella di crearne: aprirne di nuovi ed approfondirne di esistenti, strappando anche al tempo quotidiano ogni occasione per disegnare una nuova linea di contorno per strade su cui incontrarmi con argomenti e concetti, e con chiunque vorrà accompagnarmi fra le nove Muse, e magari anche un po' più in là.
Mi piace pensare che lo spazio, del resto, sia soprattutto qualcosa di dinamico, come rende molto bene la sua derivazione etimologica a metà fra il sanscrito spà- (che significa crescere, estendere), ed il suo greco e quasi antitetico spàn- (tirare a sé, strappare): lo spazio è il risultato di movimenti anche opposti, è fluido, è un'idea da coltivare e far crescere con tutti i semi che riusciamo a generare.
A proposito, nel titolo vi è l'autoammonimento che Properzio pronunciò rivolgendosi a Mecenate nelle sue Elegie: "Fa una pessima opera chi prende sul capo un carico superiore alle sue forze".
Lo faccio mio, e spero di saperli trovare ed aiutare a germogliare, questi spazi.
martedì 1 gennaio 2008
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1 commenti:
Caro Riccardo è un vero piacere avere l’opportunità di condividere con te pensieri non necessariamente in maniera attiva(non mi sento all'altezza) ma godendone a volte l’effervescenza e spesso la tristezza che ormai ha preso il posto della vecchia rabbia.
Sei bravo a scrivere ma di più sei bravo ad osservare con occhio attento, saggio e meticoloso sebbene dall’apparenza distratta. Chi più di te ha il diritto/dovere di aprire un blog? A volte potrebbero essere solo parole ma in ogni caso sono il prodotto della mente e del cuore e visto che si tratta della TUA mente e del TUO cuore hanno gran valore . Soffermarsi a riflettere su particolari che sfuggono alla maggior parte della gente, analizzare le relative che esplodono nella tua testa e renderne partecipe altri , credo sia un’occasione da cogliere al volo per te stesso che produci una sorta di memoria digitale ma soprattutto è un’occasione per coloro che hanno la fortuna di leggerti. Accolgo con gioia ogni tuo post senza fretta nè ansia ma semplicemente con immenso piacere.
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